Kangeiko alla REN SEI KAN

Domenica 31 gennaio si è svolto presso il nostro dojo il primo allenamento al Kangeiko. 

All’evento, riservato alle cinture marroni e nere, hanno partecipato diversi insegnanti della S.K.I. - I Sicilia con i loro allievi, oltre, ovviamente, a quelli della nostra palestra.
Il programma è stato molto intenso (locandina) ma tutto è andato bene.

Dopo il saluto si è iniziato con la ginnastica di risveglio che ha consentito, soprattutto agli atleti giunti dalla Sicilia orientale, che per essere puntuali hanno dormito nel dojo, di rimettere in movimento le articolazioni provate dalla rigidità del tatami e dal freddo della notte.
Poi si è passati alla pulizia del dojo e già da questo momento si è percepito il profondo interesse da parte degli atleti, anche di quelli più giovani.

“Con il rito del soji (pulizia), anticamente gli allievi  pulivano l'ambiente, lasciandolo in ordine per i successivi allenamenti. Tale gesto è il simbolo della purificazione del corpo e della mente. Attraverso questo gesto molto umile i praticanti si preparavano ad assumere quell’atteggiamento necessario per apprendere e per insegnare l'arte marziale. Bisogna tendere alla più profonda umiltà per realizzare le indispensabili basi a sostegno della vita esemplare che deve caratterizzare ogni praticante di arti marziali. Occorre pulire dove è già pulito e poi pulire ancora…”

Al termine, e grazie alla disponibilità del M° Elici (insegnante di Kyudo e Kendo del nostro dojo), che ha spontaneamente collaborato per tutto l’evento, abbiamo consumato la colazione, durante la quale si è cercato di comprendere il significato e lo scopo del Kangeiko.

“Il Kangeiko consiste in sessioni di allenamenti speciali praticati nel periodo invernale, in particolare tra Gennaio e Febbraio quando il tempo è più freddo. La pratica può essere differenziata ma si conclude sempre allo stesso modo: una doccia fredda. I Kan  sono i trenta giorni più freddi dell’anno. Kangeiko quindi diventa la pratica del freddo, cui sottoporsi in questo periodo, già dal levar del sole. Durante il Kangeiko bisogna alzarsi subito, coprirsi poco e non preoccuparsi del freddo ed essere regolari nella pratica; tutto ciò richiede notevole forza di volontà e spirito di sacrificio.

Dopo la colazione ha avuto inizio la preparazione al Kangeiko, come allenamento propriamente detto, e a seguire l’allenamento agonistico.

Molto intensa è stata questa fase, soprattutto quella preparatoria i cui esercizi di riscaldamento hanno provato non poco tutti i partecipanti. Shikofumi, ken-tate, ukemi e la lotta, hanno però consentito di creare il clima ed il riscaldamento atletico necessari ad affrontare il pesante allenamento del freddo.

Conclusa la mattinata i partecipanti hanno consumato il pranzo, in verità molto spartano. Tutti seduti in circolo sul tatami, anche per il pasto sono stati messi alla prova; infatti, per mangiare il riso preparato nel dojo sono state utilizzate le tradizionali bacchette giapponesi (ohashi). Lo stupore iniziale ed il successivo sorriso, non hanno impedito di finire le razioni distribuite; l’appetito dovuto all’intensa attività della mattina è prevalso.

Dopo il pasto si è tenuto un breve seminario su: Origini del Karate - Evoluzione del karate - Filosofia zen – Respirazione e Ki – Le figure del Bushido (samurai e ronin) fino al karatè dei nostri giorni.

Dopo l’intervallo ha avuto inizio la seconda parte dell’allenamento destinata allo studio dei Kata. Intanto i corpi degli atleti si erano già raffreddati; durante il pasto e il seminario, infatti, tutti i partecipanti sono stati rigorosamente poco coperti.
Per riscaldare immediatamente i corpi si è iniziato con la pratica del kata “Sanchin” della scuola shito ryu e, poco dopo, la sensazione di freddo è passata nel dimenticatoio.


Dopo avere approfondito alcuni passaggi dei kata “heian” lo studio è stato indirizzato al katà “meikyo”, più che per l’apprendimento dello stesso, allo scopo di proseguire il programma tecnico della giornata, indirizzato allo studio della distribuzione del peso del corpo, della spinta inerziale generata dalla rotazione delle anche ed alla simultaneità tra posizioni ed esecuzione delle tecniche.

Concluso l’allenamento, come è previsto nel Kangeiko, doccia fredda per tutti. Per dare l’esempio e per tradizione sotto l’acqua gelida sono andati per primi i sensei, poi i senpai e per ultimo i kohai.

Come piacevole sorpresa finale il M° Elici ha preparato il tradizione tè verde giapponese che è stato apprezzato per riscaldare i corpi provati dal freddo della doccia.

Per esprimere pienamente le sensazioni di questa esperienza bisognerebbe chiedere a ciascuno dei partecipanti; conoscere che cosa è significato il Kangeiko per ognuno. Tutti coloro che si sono espressi hanno manifestato il desiderio di ripetere questa esperienza certamente significativa per i praticanti di “arti marziali”; la loro sincerità era confermata dall’espressione dei loro volti.

Che dire a questo punto se non: appuntamento per il prossimo anno!

Aldo Milazzo

Per le fotografie si ringrazia il M° Piero Fontana