Ken-Do

(insegnante M° Santo Elici - c.n. 5° dan)

I corsi di Kendo si svolgono tutti i Martedì e Giovedì, eccetto i giorni festivi, dalle ore 20.30 alle 22.00

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Secondo la definizione data della Federazione Giapponese, lo scopo del Kendo è ”disciplinare il carattere umano, attraverso l'applicazione dei principi della Katana (spada giapponese)”

Questa breve ma efficace definizione racchiude in sé tutta la secolare evoluzione che haportato la scherma giapponese da tecnica di combattimento (Ken -jùtsù) a “Via della spada” (Ken-dò), intesa come percorso di crescita personale che utilizza come mezzo lo studio e la.pratica della scherma.

Tra le discipline giapponesi, sia marziali sia civili, esiste, infatti, una distinzione tra Jùtsù, la tecnica in senso stretto, e Dò il percorso interiore che a quella particolare tecnica fa riferimento.kangi 2kangi 2

Questa trasformazione nel Kendo ha inizio intorno al XVII secolo ed è dovuta alla concomitanza di due cause. La prima è che dalla fine del ‘600 il Giappone godrà, dopo secoli di sanguinose guerre intestine, di un lungo periodo di pace che arriverà fino agli inizi del '900, l'altra fu l'introduzione delle armi da fuoco (che furono determinanti nelle ultime grandi battaglie campali del '600), che confinarono l'uso della spada alla sola classe dei samurai.

Questi due fattori spinsero il. guerriero giapponese a ricercare nello studio dell’arma,   che era il simbolo della sua casta, qualcosa di diverso dalla mera efficacia tecnica, elaborando, nel contempo, un codice etico. La trasformazione del Ken-jùtsù in Ken-dò si verificò anche grazie all'influsso di molte scuole di pensiero e religiose.

Oggi si tende a riconoscere una .grande importanza solo all’influenza dello Zen giapponese, ma Taoismo, Confucianesimo e Shintoismo hanno tutti contribuito a questo cambiamento, facendo divenire il Kendò un valido e completo sistema educativo. Anche da un punto di vista strettamente tecnico, il Kendò ha subito nel corso dei secoli una grande evoluzione.

Nel Kenjùtsù lo studio era affidato. primariamente alla ripetizione di sequenze prestabilite (kumitachi, kata), utilizzando spade in acciaio non affilate o spade in legno, ma già nel XVIII secolo vennero create delle protezioni e studiata una spada costruita in bambù che permettevano di ampliare le possibilità di allenamento verso una forma. di combattimento quasi realistica.

Quelle protezioni e quel tipo di spada (shinai) sono giunte praticamente immutate fino a noi, rendendo la pratica del Kendò sicura e permettendo al Kendò-ka (praticante di Kendò) di concentrarsi sugli aspetti interiori della disciplina.

Inizialmente riservato alla sola classe guerriera, alla fine del XIX secolo, a seguito delle grandi trasformazioni sociali verificatesi, la pratica di questa disciplina venne aperta a tutti, divenendo con il Jùdo materia obbligatoria nella scuola giapponese. Dagli anni '70, il Kendò è anche proposto come sport competitivo, mantenendo però salde le proprie origini tradizionali.

Oggi il. Kendo è probabilmente una delle discipline più popolari praticate in Giappone, e, da circa trent’anni si è diffuso in tutto il mondo, si stima infatti che attualmente ci siano più di dieci milioni di praticanti.

In Giappone è consuetudine che i bambini inizino a praticare il Kendò verso l'età di 4/5 anni, mentre in occidente tale età slitta verso i 14/15 anni. Non essendo una disciplina solamente sportiva, non esistono limiti di età per cominciare.

In Giappone è comune vedere praticanti anche molto anziani che si allenano e combattono con diciottenni, senza particolari problemi.

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Dimostrazione a Villa Lampedusa, Palermo

 

Campionati Europei - Portogallo

 

Debana Do